…Jean-Joseph Surin scriveva nel 1636: “La sua opera è quella di distruggere, devastare, abolire e, poi, ricostruire, ristabilire, risuscitare. È meravigliosamente dolce; più è terribile, più è desiderabile e affascinante. Nelle sue esecuzioni è come un re che, marciando alla testa delle sue armate, fa piegare tutto… Se toglie tutto, è per comunicarsi lui stesso senza limiti. Se separa, è per unire a lui ciò che separa da tutto il resto. È avaro e liberale, generoso e geloso dei suoi interessi. Richiede tutto e dà tutto. Niente lo può saziare e, tuttavia, si accontenta di poco perché non ha bisogno di nulla.” (Certeau, Sulla mistica, 59)

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